Un futuro per il PD…

Dai gruppi che hanno animato #occupyPD ci giunge un documento molto interessante (che trovate qui allegato). Si tratta della sintesi di un’assemblea che ha coinvolto circa 150 persone le quali, grazie all’uso di una specifica metodologia di discussione partecipata per grandi gruppi, hanno individuato sia le parole chiave su cui si fonda l’identità del PD (lavoro, sviluppo sostenibile, giustizia sociale, beni comuni, solidarietà… solo per citarne alcune) sia le possibili linee guida per ‘ripensare e ristrutturare’ il Partito democratico. Le domande cui si è cercato di rispondere con proposte concrete erano: 1. Come ridare voce alla base sulle scelte del partito? 2. Quali nuovi strumenti per un partito più inclusivo e aperto alla società civile? 3. Quali strumenti e modalità di discussione per superare le logiche correntizie e trovare la sintesi? Leggete il documento e vedrete che vale la pena lavorare insieme per rendere il PD il partito che voleva essere e che noi desideriamo diventi realmente! Io mi limito a riportare un passaggio conclusivo: “La nostra sfida è il METODO, cioè il modo, gli strumenti, i tempi con i quali coinvolgere tutti coloro che vogliono fare politica, esprimere la propria opinione, discutere e decidere insieme per far diventare il PD quel luogo di discussione aperto che non è mai pienamente stato”. Mi sembra doveroso e vitale dare valore al paziente lavoro di costruzione che già molti stanno generosamente facendo per dare un futuro alla scommessa politica di questo partito, perché credo possa dare speranza e forza anche al nostro di lavoro. E magari, perché potrebbe spingere che si limita a stare a guardare a buttarsi nella mischia…

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2 risposte a “Un futuro per il PD…

  1. Grazie!
    Fa bene leggere questi esempi positivi, la delusione è ancora tanta ma il documento che hai allegato mette speranza ed è il sentimento di cui ho bisogno in questo momento!
    Credo che il metodo della discussione partecipata sia particolarmente efficace, coinvolge attivamente tutti i partecipanti e riduce notevolmente i tempi. Viene usato anche nelle scuole per sviluppare competenze di cittadinanza (con la speranza di formare cittadini migliori).
    E per me la parola chiave più importante è proprio PARTECIPAZIONE e la sfida è aumentarla, soprattutto nei giovani! Però credo che il punto di partenza sia un altro: stimolare l’interesse e la passione. Con questi due sentimenti infatti la partecipazione viene da sè. Come possiamo fare?

    • Come sempre capita agli umani, non c’è una sola risposta né una sola strada possibile…Già trovarsi a discutere in piccoli gruppi, che pian piano diventano più grandi è un buon inizio; informarsi, leggere, consultare i siti e magari intervenire esprimendo il proprio pensiero, restano sempre utili strumenti. E poi bisogna accettare di cogliere le pur avare occasioni che la politica ‘istituzionale’ ci mette a disposizione, senza dimenticare che la democrazia non vive senza un paziente e quotidiano lavoro del popolo sovrano, di ciascuno di noi…

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