Siamo tutte oranghi

Lo so, sono in ritardo; e il mio pensiero non è poi così rilevante. Ma sento che stare in silenzio sarebbe peggio. Ricordate quella frase (attribuita ad Albert Einstein, a quanto ne so) che dice: “non temo la malvagità di chi fa il male, temo il silenzio di chi si limita a guardare”? Ecco, di fronte alla volgarità rozza e greve di certi personaggi della politica nazionale (cui è certo mancata una solida educazione, personale e civica oltre che politica) credo non ci si possa limitare a scrollare le spalle e a passare oltre. Per questo vorrei dire che da cittadina italiana mi riconosco con orgoglio e con speranza nella Ministra Cécile Kyenge che, dentro questo governo non poco disgraziato, rappresenta il desiderio di futuro su cui la nostra società italiana dovrebbe scommettere. Penso ai volti multicolore dei miei studenti ed al loro impegno nel trovare il proprio posto in un mondo del quale sono già culturalmente, ma non ancora giuridicamente, cittadini: la Ministra Kyenge dimostra loro che ce la possono fare, che l’Italia è un paese plurale e che, grazie alla nostra splendida Costituzione, tutte le voci, tutti i volti, tutti i colori della pelle hanno diritto di cittadinanza. Oggi siamo tutte oranghi perchè siamo persone educate al rispetto, all’accoglienza, alla solidarietà reciproca. Non intendiamo trasformarci in porcelli.

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