La nostra Carta gode di ottima salute

Tra i molti problemi dei quali il governo nazionale ed il nostro Parlamento dovrebbero occuparsi, certo non rappresenta una priorità mettersi a riscrivere intere parti della Costituzione italiana. La nostra Carta gode di ottima salute, semmai è la nostra politica a necessitare di profonde riforme interne…. So che tra voi si sono giustamente levate voci preoccupate di fronte al disegno di legge costituzionale presentato dal governo e finalizzato a proporre la revisione costituzionale della forma di Stato, della forma di governo, del bicameralismo: è necessaria la mobilitazione dei cittadini a tutela della Costituzione e del delicato disegno di democrazia repubblicana in essa contenuto. Per questo, io ho iniziato ad esprimere il mio dissenso firmando l’appello lanciato da un quotidiano nazionale: invito chi di voi lo desiderasse a fare altrettanto!
http://www.change.org/it/petizioni/costituzione-non-vogliamo-la-riforma-della-p2-firma-l-appello

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6 risposte a “La nostra Carta gode di ottima salute

  1. Pingback: Una drastica riforma della Costituzione è una priorità per chi? | Verso un Mondo Nuovo·

  2. “Ma anche adesso, in un momento di grave crisi finanziaria, era davvero necessario dar vita a comitati e comitatini, più o meno lottizzati, per proporre riforme costituzionali? Non è sufficiente, per un governo di transizione, preoccuparsi di riformare la grottesca legge elettorale e tentare di risolvere i problemi economici e sociali?”
    Corrado Stajano, Corriere della Sera

    “La prima preoccupazione di chi vuole oggi cambiare fino a 60 e più articoli della Costituzione non dovrebbe essere quella di “consentire” al termine del procedimento, un referendum popolare, ma quello di consentirlo adesso che ci si prepara a violare in maniera gravissima la regola fondamentale della Repubblica.
    Nessuno poi ci dica che “le regole sono regole e vanno rispettate”.
    Nessuno invochi la “legalità sempre”.
    Di retorica e di ipocrisia muore la politica. E una Costituzione imposta dividerà i cittadini, non farà dell’Italia un Paese migliore.
    Obbedirà soltanto, e anche questa sarà una storia da scrivere, alle indicazioni (ordini?) di una finanziaria americana che ha deciso di mandare al macero le costituzioni nate nel dopo guerra. Le Costituzioni antifasciste”.
    Sandra Bonsanti

    “Il sogno dei finanzieri (non di tutti, si spera) è uno Stato che funzioni come un’ azienda, ma un’ azienda di fine ‘ 800. Basta col bilanciamento dei poteri, ci vuole un governo forte. Basta con le protezioni del lavoro. Basta con queste Costituzioni antifasciste contaminate dalle idee socialiste. Basta con la libertà dei cittadini di protestare. E’ un sogno che JP Morgan, la più importante banca d’ affari del mondo insieme a Goldman Sachs, ha messo nero su bianco in un documento sulla crisi in Europa. Il paragrafo più significativo: «I sistemi politici della periferia meridionale (dell’ Europa) sono stati instaurati in seguito alla caduta di dittature, e sono rimasti segnati da quell’ esperienza. Le Costituzioni mostrano una forte influenza delle idee socialiste, e in ciò riflettono la grande forza politica raggiunta dai partiti di sinistra dopo la sconfitta del fascismo. Questi sistemi politici e costituzionali del sud presentano tipicamente le seguenti caratteristiche: esecutivi deboli nei confronti dei parlamenti; governi centrali deboli nei confronti delle regioni; tutele costituzionali dei diritti dei lavoratori; tecniche di costruzione del consenso fondate sul clientelismo; e la licenza di protestare se vengono proposte sgradite modifiche dello status quo. La crisi ha illustrato a quali conseguenze portino queste caratteristiche. I paesi della periferia hanno ottenuto successi solo parziali nel seguire percorsi di riforme economiche e fiscali, e abbiamo visto esecutivi limitati nella loro azione dalle Costituzioni (Portogallo), dalle autorità locali (Spagna), e dalla crescita di partiti populisti (Italia e Grecia)». JP Morgan ci spiega dunque che il buon funzionamento dell’ economia non è un mezzo attraverso cui si cerca di migliorare il benessere collettivo, ma il fine da perseguire a costo di stracciare le garanzie e i diritti che definiscono uno Stato democratico. Naturalmente si presuppone che gli Stati siano guidati da élites. Sorprende, che i nostri finanzieri non abbiano menzionato esplicitamente anche la sospensione del diritto di voto, anche se la adombrano quando si preoccupano della «crescita di partiti populisti».
    http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2013/06/21/jp-morgan-shock-basta-costituzioni-antifasciste.html

  3. Buongiorno Sergio! No, un semplice cittadino non può rivolgersi direttamente alla Corte costituzionale; può farlo semmai al momento in cui, nel corso di un processo che lo vede protagonista, propone al giudice una questione di legittimità costituzionale su una legge che deve essere applicata per arrivare alla sentenza. In verità, la questione che tu poni è da tempo aperta alla discussione e non è così semplice definirla: certo non ce la posso fare in un post! La frase “senza oneri per lo Stato” non può comunque essere semplificata, pensando che impedisca automaticamente ogni tipo di finanziamento pubblico alle scuole private: bisognerebbe poter analizzare (con chiarezza e in piena trasparenza) i dati complessivi riferiti al mondo dell’istruzione -pubblica + privata- per capire come e se l’equilibrio tra i due mondi sia effettivamente “senza oneri per lo Stato”. Una cosa è certa, comunque: la scuola pubblica è il pilastro della nostra democrazia e deve essere al centro delle scelte delle istituzioni!

  4. La mia è una domanda alla quale spero Donata possa rispondere. L’art. 33 della nostra Costituzione recita, tra le altre cose, “Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.”, bene allora mi chiedo una provincia come quella di Trento che stanzia 11 milioni di euro alle scuole private e taglia finanziamenti o personale alle scuole pubbliche e questo avviene da anni ormai, non si può portare davanti alla Corte Costituzionale? Può farlo anche un “semplice” cittadino? Grazie della risposta. Sergio.

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