Per una società che sia veramente di tutti

“Il piano per arrivare ad una società che sia veramente di tutti non è ancora realizzato”: così scriveva nel 1964 Aldo Capitini, il padre della marcia della Pace Perugia-Assisi. Penso che abbiamo bisogno di tornare ai fondamentali. Non c’è giustizia sociale se non c’è eguaglianza e l’eguaglianza, come spiega l’art. 3 della nostra Costituzione, inizia dal riconoscimento della pari dignità di ogni persona umana “senza distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”. Su questo principio si fonda la vita di relazione di ogni società democratica che può dirsi tale quando garantisce -nelle leggi, nelle decisioni pubbliche ma anche nei comportamenti dei cittadini- il necessario rispetto per ogni diversità, sia essa di orientamento sessuale, di appartenenza etnica e culturale, di convinzioni religiose. Nell’accoglienza reciproca e nella reciproca cura possiamo assicurare ad ogni persona la piena realizzazione della sua umanità, educandoci ad uscire dalle troppe paure che lacerano dolorosamente le nostre comunità.

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