Agricoltura

Europa e glifosato: un aggiornamento.

Il 6 giugno 2016 i 28 Stati membri della UE hanno dovuto rinviare il voto sul rinnovo dell’autorizzazione all’uso del glifosato, l’erbicida sospettato di essere cancerogeno. Hanno pesato le astensioni (un po’ pilatesche, forse, ma comunque significative) di sette paesi, tra i quali Italia, Francia e Germania, e l’unico voto negativo di Malta (qui trovate altre informazioni).
La prossima riunione a Bruxelles sarà il 21 giugno: significa che c’è ancora tempo per aderire alle campagne promosse da Change.org e da Avaaz, la cui grande importanza -per il numero di adesioni raccolte e per il grande dibattito pubblico suscitato- è stata pubblicamente riconosciuta da Pavel Poc, Vicepresidente della Commissione Ambiente della UE. Insomma, i cittadini possono davvero fare la differenza…

La biodiversità, questa sconosciuta…

Preparare la serata del 28 aprile di Coredo è stata l’occasione per avvicinare l’affascinante e vitale tema della biodiversità, nel quale si esprime il numero, la varietà e la variabilità degli organismi viventi e dei sistemi ecologici in cui essi vivono, che a loro volta si trasformano nel corso del tempo ( secondo la definizione di ISPRA, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) (il link è www.isprambiente.gov.it)
La consapevolezza di come la biodiversità (in particolare, vegetale) costituisca non solo la base dell’agricoltura, poiché rafforza la produttività di qualsiasi ecosistema, ma la garanzia della sicurezza alimentare ed energetica, nonché dei livelli di salute, la protezione nei confronti dei disastri naturali, la tutela delle tradizioni culturali è fortemente presente nel documento con cui l’Europa ha adottato il suo quadro d’azione strategico per la biodiversità 2011-2020.
Qualche riflessione in proposito la trovate qui.
Adesso bisogna lavorare per dare concreta attuazione non solo alle raccomandazioni dell’Europa, ma alla recente legge nazionale del dicembre 2015  che disciplina la rete nazionale della biodiversità di interesse agricolo e alimentare, introducendo interessanti strumenti di tutela e di promozione (dagli agricoltori e allevatori custodi, alle banche dati delle risorse genetiche, dalle comunità del cibo agli itinerari della biodiversità…). Ricchezza biologica e ricchezza umana vanno a braccetto: insieme, l’una e l’altra ci assicurano una vita buona.

Agricoltura: un impegno per il Partito democratico.

Il mondo agricolo, nella sua grande ricchezza e varietà di espressioni, rappresenta senza dubbio uno snodo fondamentale dell’economia montana ed anche il Trentino ne è la prova, come documenta il recente documento di sintesi sulla cooperazione agricola che trovate qui.

Di agricoltura, però, il Partito democratico non si è mai occupato in modo approfondito, esiliando questo tema così centrale per la vita presente e futura della nostra comunità ai margini del dibattito politico. Una lacuna da colmare, a mio parere, sia perché le politiche agricole toccano ambiti e settori di primaria importanza (che vanno dalla produzione di reddito alla tutela del territorio, dalla valorizzazione dei saperi e della cultura locale alla promozione della salute), sia perché le scelte che si operano oggi in questo campo andranno a determinare la qualità della vita e degli ambienti di vita delle generazioni future.
Lungimiranza, pazienza, innovazione, sostenibilità: parole chiave su cui il PD vorrebbe investire, iniziando però dall’ascolto degli operatori agricoli, la cui preziosa competenza è necessaria per districarsi nella complessità del settore…Da qui le due serate di Ronzo Chienis (“L’agricoltura è a un bivio?”) e di Coredo (“Alla scoperta della biodiversità: esperienze e proposte”). (ai titoli far corrispondere le due locandine che erano state pubblicate nel sito. Se serve, ve le rimando) Serate molto partecipate, soprattutto da produttori e produttrici, che hanno narrato le loro esperienze e confrontato con passione i propri percorsi professionali (e di vita!), mostrando la ricchezza inaspettata dell’agricoltura di montagna in Trentino.
Ora prepariamo una terza serata sui Biodistretti, nella convinzione che l’alleanza tra agricoltura (sempre più biologica…) ed i tanti attori di una comunità (ristoratori, scuole, albergatori, associazioni, amministrazioni, imprenditori turistici…) rappresenta un’opportunità di sviluppo economico pienamente sostenibile e coerente con la vita delle Terre Alte.

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